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Patrizia Zuccherini

“In principio era creta..”

Questo è il titolo della mostra di Patrizia Zuccherini in svolgimento fino al 15 maggio, nella galleria d’Arte “Il Quadrivio” di Viale Sonnino 100 a Grosseto.

Si tratta di un titolo evocativo del nuovo “principio” che in Toscana, significa anche inizio, di una nuova esperienza artistica di Patrizia Zuccherini, che nasce come pittrice ma oggi, vuole cimentarsi anche nella scultura. Le quaranta opere in mostra, sono tutte in creta, come dice il titolo, ma dipinte a freddo dopo la loro realizzazione, in modo da sembrare scolpite con altri materiali quale ad esempio il bronzo. I soggetto raffigurati, sono tutte donne, perché Patrizia Zuccherini, ha sempre cercato nelle sue opere, di rendere omaggio alla complessità dell’ universo femminile, che ella stessa rappresenta. E proprio perché l’universo femminile è complesso, nelle sculture dell’artista il canone estetico, non è definito, ma estremamente variegato, sia nelle forme corporee, che nelle pose assunte dalle donne raffigurate. Da un lato questo richiama il fatto che l’ idea di bellezza è soggettiva , ma rappresenta per l’ osservatore delle opere di Patrizia Zuccherini, anche uno stimolo potenziale a cercare di trovare nelle stesse il proprio canone estetico di gradimento e soddisfacimento personale. E questo forse, è il vero segreto che rende le quaranta donne di creta, in mostra a Grosseto, misteriose e affascinanti come le antiche statue etrusche e le donne di quella raffinata civiltà, che un tempo, ormai per noi lontano imperversavano in quei luoghi e le  cui immagini, sono forse rimaste nell’immaginario collettivo locale. Nelle opere dell’artista vi sono poi, nella varietà delle forme e delle pose dei soggetti, dei rimandi a Marino Marini, ma senza la ridondante composizione scenica, che caratterizzava le figure di quest’ ultimo, per lasciare spazio proprio alla rappresentazione dell’ essenza femmininia, che pare essere lo scopo principale di Patrizia Zuccherini, come dimostrano anche le sue pitture serigrafate su vetro, che esprimono eleganza e sensualità. Ma per chiudere il cerchio del racconto di questa mostra, occorre ripartire da quel “principio” del titolo della stessa, perché se c’è un principio, ci deve essere anche una continuazione. E la storia artistica di Patrizia Zuccherini, che è fatta di continue sperimentazioni stilistiche, ci dice che forse dobbiamo attenderci degli sviluppi anche nella sua carriera di scultrice, appena iniziata, magari con l’ utilizzo di altri materiali. Insomma siamo sicuri che Patrizia  saprà sorprenderci sperimentando “Usque ad finem” in nome dell’arte, che non a caso, è femminile, come tutti i suoi soggetti.

Luca Monti